Nicola Gratteri e le mafie, lezione di legalità su un fenomeno diventato transnazionale

05/08/2025
A destra, il procuratore Gratteri a Collalto
A destra, il procuratore Gratteri a Collalto
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Una serata nel segno della legalità, per parlare alle persone di mafia, anzi di mafie, “perchè ormai i diversi sistemi criminali si accordano per trarre profitto dalle loro attività che non privilegiano più omicidi e stragi, ma si infiltrano nei settori della pubblica amministrazione arrivando a condizionarne, in molti casi, le scelte. Oggi il potere delle mafie non è mai stato così forte, siamo di fronte a vere e proprie imprese globali, capaci di gestire transazioni economiche complesse, nascondere i loro guadagni attraverso il riciclaggio e collaborare con grandi reti di criminalità internazionale. Il loro potere, ormai, si estende ovunque, dall’Europa all’America Latina, dall’Africa all’Asia, infiltrando le istituzioni e minando la stabilità delle economie locali”. Parole del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, uno dei magistrati più esposti nella lotta alla ‘ndrangheta che lo costringe a vivere sotto scorta dal 1989, già obiettivo di attentati progettati, ma sventati sul nascere. Gratteri ha scelto Collalto Sabino, su invito della Pro Loco, come tappa di un tour che lo sta portando in tutta Italia, con appuntamenti che registrano sempre il tutto esaurito.

Il libro

A motivarlo è il suo ultimo libro, “Una cosa sola”, in cui analizza il sistema delle mafie descrivendone i legami nascosti con i mercati finanziari e l’azione condotta dietro le quinte per mimetizzarsi e sfuggire ai controlli. Gratteri, che questi concetti va ad esporli anche nelle scuole affinchè le giovani generazioni prendano coscienza dell’esistenza di un fenomeno criminale che inquina la società, non ha mancato di criticare la riforma della giustizia e soprattutto alcuni provvedimenti. In particolare, non lesina critiche all’abolizione dell’abuso di ufficio “perché era un reato spia, che consentiva di scoprire fatti ben più gravi”, e attacca la riforma delle intercettazioni telefoniche: “Non c’è tecnicamente il tempo di approfondire un’indagine, servirebbe una durata più lunga. La riduzione viene spiegata come necessità di ridurre i costi, ma invece è lo Stato che ci guadagna perché quando eseguiamo sequestri patrimoniali importanti, a risultare in credito sono le finanze pubbliche”. Un Gratteri a tutto campo, che approfitta anche dell’occasione per spiegare perché a settembre andrà in una televisione nazionale a parlare di mafia: “Lo farò senza sottrarre tempo al lavoro, durante le ferie, e sarò un divulgatore invitato a parlare dei temi legati alla mafia”. Per quanto riguarda la sua eventuale discesa in politica, il procuratore di Napoli è stato categorico: “Si, mi cercano, anche più politici, per convincermi a candidarmi in Calabria, ma sono un uomo libero e tra tre anni, quando arriverà il momento della pensione, mi dedicherò alla cura della mia campagna, che non ho mai trascurato.”