Colpito da infarto mentre guida provoca incidente: non sarà risarcito dall'assicurazione

13/10/2026
Auto danneggiata (foto ark.)
Auto danneggiata (foto ark.)
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Era stato colpito da un infarto al volante della propria auto e non potendo più controllare il mezzo, aveva causato un incidente, riportando delle lesioni. E’ il motivo per cui un automobilista aveva citato in giudizio la compagnia assicuratrice reclamando il risarcimento dei danni, ma la domanda è stata respinta dal tribunale di Rieti (giudice Paolo Mariotti) che, pur individuando nel malore la causa del sinistro, ha ritenuto che la polizza limitava la copertura ai soli infortuni derivanti da una causa fortuita, violenta ed esterna, costituendo l’infarto invece un evento patologico interno all’organismo del  conducente, difettando in tal modo uno dei requisiti essenziali del rischio garantito. Nella sentenza (n. 103/26) pubblicata sulla rassegna di giurisprudenza civile del tribunale di Rieti, il giudice rileva che l’insorgenza improvvisa di un grave malore cardiaco durante la guida costituisce, secondo l’esperienza comune e secondo regole di normalità causale, un evento pienamente idoneo a determinare la perdita di controllo di un veicolo, e, correlativamente, a provocare un incidente stradale e lesioni anche gravi al conducente medesimo. Pertanto, una volta accertato che l’infarto è occorso durante la guida e che esso ha determinato la perdita di controllo dell’autovettura, deve coerentemente ritenersi che l’infarto costituisca la causa dell’incidente e delle conseguenti lesioni patite dall’attore, anche se tali lesioni si sono concretamente prodotte attraverso l’impatto del veicolo. Orbene, deve rilevarsi che l’infarto miocardico non costituisce una causa  esterna, trattandosi di evento patologico interno all’organismo del conducente, ancorché improvviso e non prevedibile. Ne discende che, anche considerando i danni secondo il criterio della regolarità causale, l’evento generatore dell’incidente resta un malore interno, che si pone a monte dell’impatto e ne rappresenta la causa efficiente