Giudice di pace di Poggio Mirteto, nuova stagione con Borromeo e Polselli

27/03/2026
L'evento nella sala Elpidio Benedetti
L'evento nella sala Elpidio Benedetti
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A Poggio Mirteto, unico presidio giudiziario presente in Sabina con l’ufficio del Giudice di pace si guarda con ottimismo al futuro dopo che la sede è tornata a disporre finalmente di due magistrati onorari in servizio a tempo pieno e di un organico amministrativo che va gradualmente aumentando. Marta Polselli e Carlo Borromeo, avvocati cassazionisti, si sono insediati a inizio del 2026, ripristinando condizioni migliori rispetto alle difficoltà incontrate dall’ufficio nel periodo post Covid, quando a causa della ritardata nomina da parte del ministero dei successori di Antonio Di Silvestro, decaduto per limiti di età, l’emergenza è stata fronteggiata grazie all’impegno del coordinatore Nicola Perrone, che ha accettato di dividersi tra Rieti e Poggio Mirteto. Ma negli oltre tre anni trascorsi in attesa dell’arrivo dei nuovi giudici, è stato inevitabile registrare ritardi nella risposta alla domanda di giustizia dei cittadini. Lungaggini che avevano fatto temere possibili rischi di una chiusura che per Poggio Mirteto, dopo la soppressione della sede distaccata del tribunale avvenuta nel 2012, avrebbe rappresentato un colpo durissimo cancellando la giustizia di prossimità, il cui ripristino è invece invocato da molti settori della politica con la proposta di riaprire piccole realtà chiuse. Per scongiurare lo spettro di una dismissione si sono mossi in tanti, dai trentuno comuni - Poggio Mirteto in testa – all’avvocatura sabina, senza dimenticare il pressing sul ministero operato dall’ex presidente del tribunale Pierfrancesco de Angelis.

Gli interventi

La ritrovata operatività dell’ufficio ha offerto l’occasione per presentare ufficialmente Polselli e Borromeo e per festeggiare il neo presidente del tribunale Gian Luca Soana,  che ha trascorso molti anni a Poggio Mirteto come giudice e coordinatore della sezione distaccata tra la fine degli anni 90 e il primo decennio del 2000. Evento curato dal Cenacolo Forense Sabino, che ha riunito sindaci e rappresentanti di diversi comuni (Montopoli, Poggio Mirteto, Magliano Sabina, Fiano Romano, Poggio Catino, Casperia, Fara Sabina) che sostengono le spese per il funzionamento della sede. “Una cerimonia che arriva per festeggiare l’esito di una battaglia condotta per il mantenimento della sede” ha definito l’evento l’avvocato Giuseppe Romito, presidente del Cenacolo, ringraziando il coordinatore di Rieti Nicola Perrone per essersi sacrificato nel garantire la continuità operativa dell’ufficio. E’ apparso felice il presidente Soana (“Conosco il territorio, ricco di risorse umane, dobbiamo impegnarci tutti per migliorare  l’ufficio. La nostra è una sfida che siamo certi di poter portare avanti con successo”), come pure ottimismo è stato rilanciato dal sindaco mirtense Andrea Arcieri (“Sostenere l’ufficio, come hanno fatto i miei predecessori, serve a non depauperare il territorio perché i giudici di pace rappresentano dei pilastri importanti per la giustizia”) e dal presidente dell’Ordine degli avvocati Attilio Ferri (“La permanenza della sede conferma la validità della giustizia di prossimità e dovrà affrontare impegni più gravosi quando aumenteranno le competenze penali e civili dei giudici di pace”). Momento di rilancio condiviso con gli ex sindaci Fabio Refrigeri e Giuseppe Rinaldi, sostenitori, in tempi diversi, dell’apertura della sezione distaccata del tribunale ottenuta nel 1999 dall’ex deputato Pietro Carotti, sul cui solco la politica  non ha continuato a operare, abbandonando ogni progetto di ampliamento del circondario.