In Corte di Appello c’è oggi una targa che ricorda Stefano Venturini, magistrato apprezzato per l’equilibrio che ha sempre accompagnato le sue decisioni nei diversi incarichi ricoperti, prima pretore, poi gip e giudice. Alla sua memoria è stata dedicata l’aula dei processi penali, come avvenne a Rieti nel 2012 anche per Alberto Caperna, tra i protagonisti di una stagione che sarà a lungo ricordata, scomparso a Roma quando era procuratore aggiunto e appariva destinato a raggiungere traguardi più importanti. Come anche è morto a Roma, lo scorso anno, Venturini. A sostenere l’iniziativa di intitolargli una delle aule penali della Corte di Appello, dopo l’omaggio che Rieti giudiziaria gli dedicò nel 2024, sono stati i suoi colleghi, in testa Cristina Scipioni che con Venturini condivise un periodo di lavoro a Rieti, per poi ritrovarlo consigliere nella sua stessa sezione quando il magistrato ottenne nel 2017 di trasferirsi a Roma dopo oltre vent’anni trascorsi tra la Sabina e Avezzano.
A scoprire la targa dedicata al magistrato è stato il presidente della Corte di Appello Giuseppe Meliadò, il quale ha ripercorso l’antico rapporto di amicizia e stima che lo legava a Venturini sin dall’ingresso in magistratura. Entrambi avevano cominciato a Caltagirone, poi le loro strade si erano divise e Venturini aveva ottenuto il trasferimento a Rieti riuscendo così a riavvicinarsi a Tagliacozzo, suo paese di origine, che anche ieri gli ha reso ancora una volta omaggio partecipando con il sindaco e due avvocati del foro abruzzese alla cerimonia di scoprimento della targa. Non è mancato il Consiglio dell’ordine di Rieti, presente con il presidente Attilio Ferri e il consigliere Eusebio Graziosi, insieme a colleghi romani e magistrati che con Venturini avevano condiviso il percorso reatino, tra la fine degli anni 90 e la prima parte del nuovo secolo: Cristina Scipioni e Andrea Fanelli, la prima oggi presidente della Prima sezione penale e il secondo consigliere della Quarta sezione penale, quindi Pierluigi Picozzi, pm a piazza Bachelet nella procura guidata da Alfredo Rossini, Alessandro Arturi, gip a piazzale Clodio. Tutti stretti attorno alla moglie del magistrato scomparso Maria Teresa, commossa per il ricordo che il mondo della giustizia ha voluto riservare a suo marito.