E’ un’emergenza temuta (e annunciata) quella che, dal prossimo gennaio, all’ufficio del Giudice di pace di Rieti potrebbe vedere in servizio un solo magistrato onorario, sui cinque previsti nella pianta organica del ministero, chiamato a gestire penale e civile, con competenza su gran parte del territorio che fa capo al tribunale capoluogo e comprende i comuni delle sedi soppresse di Amatrice, Cittaducale e Rocca Sinibalda, mentre la fascia meridionale della provincia ricade sotto il controllo di Poggio Mirteto. L’allarme è stato (ri)lanciato dall’assemblea degli avvocati ed è collegato direttamente al pensionamento di Nicola Perrone, il coordinatore dei giudici di pace che lascerà via Verani a dicembre. Al suo posto resterà la collega Silvia Gorietti, che si occupa prevalentemente di affari civili, con il risultato che l’arretrato di cause e provvedimenti sarà inevitabilmente destinato a crescere rispetto ai dati attuali, che indicano ritardi superiori anche ai due anni nell’adozione di alcune decisioni. Il presidente del tribunale, Gian Luca Soana, si è attivato da tempo presso la procura generale della Corte di Appello e il ministero per strappare una soluzione, anche temporanea attraverso l’applicazione di un altro giudice onorario, in attesa della nomina del nuovo coordinatore, ma la strada appare in salita.
Il precedente
A preoccupare di più, infatti, è il precedente di Poggio Mirteto, dove è stato necessario attendere tre anni per sostituire l’ex giudice di paceo Antonio Di Silvestro, con il risultato che il ritardo aveva portato l’ufficio sull’orlo della paralisi, aggravata anche dal fatto che mancava personale amministrativo sufficiente. Adesso in via Riosole la situazione risulta invertita, con i nuovi titolari Carlo Borromeo e Marta Polselli che hanno dimezzato l’arretrato e restituito fiducia all’ambiente. Il presidente dell’ordine, Attilio Ferri, non nasconde la preoccupazione della categoria espressa in assemblea: “Non dimentichiamo che il giudice di pace ha competenza su risarcimenti danni per sinistri stradali fino a 25 mila euro e fino a 10 mila euro per altri generi di cause, vale a dire molta parte dei procedimenti che vengono promossi. Una situazione di stallo, più o meno lungo, porrebbe in gravi difficoltà gli avvocati anche nei confronti dei clienti che reclamano giustizia”. In realtà, nel 2024, il ministero aveva nominato, insieme agli avvocati cassazionisti Polselli e Borromeo, un terzo avvocato del foro di Tivoli assegnandolo a Rieti, ma dopo l’ufficializzazione dell’incarico e la presentazione, non aveva più assunto servizio e questa assenza è destinata a pesare dal nuovo anno.