E’ un avvocato che, da oltre cinquant’anni, è punto di riferimento per il sindacato e i lavoratori. Aldo Agostini, 78 anni, giuslavorista, è la Toga d’oro 2025 del foro di Rieti, riconoscimento che gli è stato assegnato nell’aula Caperna del tribunale dal Consiglio dell’ordine. La targa consegnata dal presidente Attilio Ferri racchiude mezzo secolo di impegno speso dal professionista a sostegno dei diritti di lavoratori e di pensionati, un’attività iniziata con la Cgil ad Anzio e Velletri, poi proseguita curando l’ufficio legale a Rieti e a Poggio Mirteto, dove arriva da Cascia, centro dell’Umbria in cui risiede da lungo tempo dopo il trasferimento da Roma, la sua città natale. “Far ottenere la misura dell’accompagno a una persona a cui è stato ingiustamente negata, rappresenta un atto di giustizia, come lo è quello di tutelare chi rimane vittima di soprusi sul posto di lavoro. La considero giustizia sociale” è il principio che ha sempre ispirato l’avvocato Agostini, che ha confessato di non aver mai creduto di indossare la toga dopo la laurea perchè non aveva soldi per aprire uno studio a Roma.
Ma la svolta arrivò grazie a un annuncio pubblicato su Il Messaggero nel 1971 dall’avvocato Livio Bussa, fratello del più celebre Ubaldo Lay, l’attore che interpretò il tenente Sheridan in uno degli sceneggiati televisivi di maggiore successo prodotti dalla Rai negli anni 60, che cercava un praticante legale. Appena laureato, Aldo Agostini ebbe subito la possibilità di seguire le cause in tribunale e in pretura perché all’epoca non era ancora necessario superare l’esame di abilitazione, poi sostenuto e superato e necessario per l’iscrizione all’albo, avvenuta nel 1975. Erano gli anni caratterizzati da forti tensioni nel mondo del lavoro e le vertenze per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori erano motivo di acceso confronto-scontro tra aziende e parti sociali. Cinquant’anni vissuti intensamente, caratterizzati anche dall’esperienza vissuta come giudice di pace a Norcia. Un attaccamento al lavoro, quello di Agostini, indicato come esempio per i colleghi più giovani in tempi difficili per la professione di avvocato, attesa da sfide future sempre più impegnative.