La riforma dell’ordinamento forense è legge e gli avvocati si preparano ad affrontare i cambiamenti che riguarderanno la loro professione. Una legge attesa, approvata in Parlamento con un voto bipartisan di maggioranza e opposizione (sono molti gli avvocati presenti in entrambi gli schieramenti) che per essere pienamente operativa avrà bisogno dell’emanazione dei decreti attuativi da parte del governo trattandosi di un disegno di legge delega. Sono diverse le novità previste dalla nuova legge, la prima organica dopo oltre tredici anni, che si propone di segnare un passo avanti verso una giustizia più vicina ai cittadini, salutata con favore soprattutto dai giovani avvocati che la ritengono capace di valorizzare il merito, favorire l’accesso alla professione, promuovere nuove forme di esercizio dell’attività forense.
Il giuramento
Torna il giuramento dell’avvocato, abolito nel 2012, e si rafforza il segreto professionale. Sul fronte economico la riforma conferma il principio dell’equo compenso e introduce la solidarietà nel pagamento degli onorari tra tutti i soggetti coinvolti in accordi giudiziali o arbitrali. La legge introduce la disciplina organica della monocommittenza, vale a dire la possibilità per l’avvocato di lavorare, dietro compenso, per un altro avvocato, un’associazione, una rete o una società tra avvocati attraverso contratti di monocommittenza o collaborazione continuativa, rapporti che non determinano automaticamente una subordinazione, ma che dovranno svolgersi in regime di esclusività per favorire l’accesso al mercato del lavoro dei professionisti più giovani. Particolare attenzione è poi riservata alla disciplina del tirocinio e dell’esame di Stato, con particolare attenzione alla formazione pratica e alla qualificazione professionale. Sarà obbligatorio frequentare le Scuole Forensi e l’esame di Stato verterà su due prove scritte e un orale imperniato su casi pratici.
Riabilitati
Altra novità, molto attesa dai consiglieri in scadenza, è l’aumento a tre, rispetto agli attuali due, del numero dei mandati consecutivi che potranno essere ricoperti in seno agli Ordini di categoria provinciali, come pure cambia il sistema disciplinare, con la prescrizione dei procedimenti a carico degli iscritti fissata a sei anni. Non meno importante è poi la riabilitazione degli avvocati condannati in via definitiva, che adesso potranno ottenerla. Una vera e proprio rivoluzione, che porterà nei prossimi mesi all'organizzazione di numerose iniziative in tutta Italia, con incontri e convegni che avranno il compito di spiegare nei dettagli la nuova legge.