La giudice Parpiglia va in congedo, in sette si divideranno le cause del lavoro

04/04/2026
La cancelleria
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A Rieti, la sezione Lavoro del tribunale diventa uno spezzatino, con sette giudici che si divideranno fino al 2027 il ruolo della collega titolare che va in congedo. Una soluzione individuata dal presidente Gian Luca Soana per evitare che ancora una volta, come è già avvenuto negli ultimi anni, le cause possano accumulare ritardi nella definizione e lunghi rinviì, con effetti negativi rispetto alle attese dei cittadini che si rivolgono ai tribunali per avere giustizia. E’ una formula che ha trovato d’accordo tutti i giudici impegnati nel civile, che punta a scongiurare l’ennesima fase emergenziale, risultato di un incontro durante il quale sia i magistrati togati, che quelli onorari, si sono resi disponibili a farsi carico del ruolo della collega Rebecca Parpiglia, consistente in 1508 fascicoli pendenti. Nello specifico, il presidente Soana ha riservato per se i decreti ingiuntivi, mentre i cinque magistrati Roberto Colonnello, Marilina Guglielmi, Barbara Vicario, Paolo Mariotti e Roberta Della Fina si divideranno in parti uguali le cause in  materia di lavoro, pubblico e privato,opposizione a ordinanze di ingiunzione, cautelari e altri procedimenti speciali, lasciando ai giudici onorari Francesca Tosi e Antonella Tassi la parte relativa ai procedimenti su previdenza e assistenza, ad eccezione di pagamenti che superano i 50 mila euro. In quest’ultimo caso, la competenza sarà dei togati. Accade nel civile quanto già si sta verificando da mesi nel penale, dove l’assenza della gip Giorgia Bova è supplita dai colleghi del dibattimento.

L’avvocatura ha mostrato di apprezzare la sintesi raggiunta dal presidente Soana, di cui sono note le attitudini organizzative, ma non può non balzare in evidenza come il settore Lavoro del tribunale, dopo una lunga stagione di stabilità durata per oltre un quarto di secolo grazie al pretore Paola D’Ovidio, prima, e alle giudici Claudia Canè e Valentina Cacace, dopo, non riesca più a garantire la necessaria continuità nella titolarità del servizio. Un’inversione dell’emergenza si era registrata con Nicola Carrano, rimasto alla guida dell’ufficio per quattro anni dove aveva, raccolto più di un giudizio positivo, ma poi il magistrato ha optato per la giustizia amministrativa e oggi è consigliere di Stato, dopo esserlo stato brevemente al Tar del Lazio.