Le ultime generazioni degli avvocati non lo hanno conosciuto, ma Enrico Ciriello è stato tra i tre giudici di pace che hanno tenuto a battesimo la sede di Rieti della magistratura onoraria nei primi anni 90. Insieme a lui, c’erano anche Attilio Vittorioso e Augusto Bartoli, l’ultimo del terzetto a lasciare l’ufficio ospitato in via dei Salici, prima del trasferimento in viale Verani. Il dottor Ciriello, scomparso a 89 anni, si occupava di civile e in questo aveva messo a frutto la lunga esperienza amministrativa e le conoscenze acquisite in particolari campi, maturate all’interno dell’Inps di Rieti dove aveva ricoperto diversi incarichi di responsabilità. Approdato alla pensione, ecco la scelta di vivere la nuova esperienza come magistrato onorario, figura introdotta per sostituire quella del giudice conciliatore, impegnandosi fortemente fino a raggiungere il limite massimo di permanenza in servizio. I rappresentanti di un “altro” Foro lo ricordano come scrupoloso e attento ad ascoltare le richieste degli avvocati, con i quali il confronto risultava sempre rispettoso dei reciproci ruoli.
Enrico Ciriello ha formato, insieme a Vittorioso e Bartoli, una preziosa squadra che ha supportato prima Santino Franzone, ex direttore della procura della repubblica, e poi Carlo Farchioni nel difficile compito di coordinatore. Proprio Farchioni, scomparso nel 2022, ricordando i quindici anni trascorsi in via dei Salici tra il 1995 e il 2010, volle sottolineare la grande collaborazione ricevuta sia sul piano umano, che lavorativo, da parte di Ciriello e degli altri colleghi. Anni non facili, segnati da molte difficoltà organizzative e logistiche (la prima sede era ospitata in via delle Ortensie, in locali in coabitazione con gli ufficiali giudiziari), senza un funzionario direttivo che si occupasse del personale e con il cancelliere costretto a verbalizzare a mano durante le udienze penali perché l’ufficio non disponeva di altri strumenti di supporto. Una giustizia che non aveva ancora fatto i conti con le continue trasformazioni che avrebbero riguardato successivamente il giudice di pace dopo la soppressione delle preture.