Una causa dal sapore antico, che richiama stagioni del passato, quando aziende e sindacati si fronteggiavano davanti al pretori in vertenze per la tutela dei diritti dei lavoratori, con sentenze di opposto esito, ma comunque segno di una vivacità che esisteva nel mondo del lavoro. E quel tipo di confronto nelle aule giudiziarie, che pareva sopito negli ultimi anni, è tornato di attualità. Ne è riprova la sentenza pronunciata dal giudice del lavoro che ha condannato l'azienda Asm Rieti per comportamento antisindacale all'esito di una causa che era sorta in merito alla nomina di un rappresentante dei lavoratori in seno al Consiglio di amministrazione. La Municipalizzata, nonostante le diffide, aveva proceduto in modo unilaterale coptando nel direttivo un dipendente scelto da lei, ma contro questo comportamento si era attivata la Cgil Rieti Roma Est Valle dell'Aniene presentando ricorso in tribunale, accolto dal giudice w conseguente obbligo per l'Asm di pagare pure le spese. Una decisione che segue di poche settimane una precedente sentenza, questa volta pronunciata nei confronti della direzione generale dell'Asl Rieti. La motivazione è stata la stessa: comportamento antisindacale. Insomma, a dispetto delle tante crisi in corso, non solo occupazionali, il mondo dei sindacati dimostra di non voler arretrare sul versante dei diritti dei lavoratori.
Le reazioni
“Il tribunale ha riconosciuto la condotta antisindacale di AsmRieti per aver disciplinato unilateralmente le procedure di elezione del rappresentante delle lavoratrici e dei lavoratori nel consiglio di amministrazione, in violazione di quanto previsto dalla legge 76 del 2025, che affida tale materia alla contrattazione collettiva con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative", spiega la Cgil Rieti Roma Est Valle dell’Aniene, che poi precisa: "E' stato quindi ordinato ad Asm di revocare il regolamento adottato unilateralmente e di rimuoverne gli effetti, compresa la nomina del rappresentante delle lavoratrici e dei lavoratori eletto sulla base di una procedura illegittima.”
“Si tratta di una decisione importante, perché riafferma il principio fondamentale secondo cui il ruolo della contrattazione collettiva e le prerogative sindacali non possono essere aggirati attraverso decisioni unilaterali del datore di lavoro. Insieme alla Fp Cgil e alla Filt Cgil del territorio continueremo ad agire per un vero rilancio dell’azienda municipalizzata, che ha bisogno di scelte giuste e condivise, non di avventatezze finalizzate alla conquista di qualche spazio mediatico" è il commento della segretaria generale Barbara Di Tomassi.