Claudio Corsi, la professione vissuta come corretta applicazione della legge

29/12/2025
Claudio Corsi
Claudio Corsi
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Il foro di Rieti ricorda Claudio Corsi, l’avvocato scomparso a 57 anni, espressione di quel genere di professionisti che amano nel profondo il proprio lavoro, scelto per vocazione, pronti ad affrontarlo con rigore e corretta applicazione di leggi e regole. Professionista a tutto tondo, verrebbe da dire, e così viene definito dai colleghi l’avvocato Corsi, che proprio nel 2026 avrebbe tagliato il traguardo del suo primo quarto di secolo di attività. Civilista e con esperienze acquisite anche in materia di diritto del lavoro e previdenziale, l’avvocato Corsi divideva lo studio legale di via Theseider con la sorella Fabiola Corsi, penalista, e la nipote Stefania Scappa. Una presenza in tribunale sempre discreta quello dello scomparso, niente affatto incline a spettacolarizzare una causa quanto, piuttosto, a raggiungere il risultato migliore. La sua morte ha seguito quella avvenuta nelle scorse settimane di Giovanni Fioravanti, un altro rappresentante di un’avvocatura gentile e mai sopra le righe, apprezzata dai giudici e da quanti operano nel mondo della giustizia. Padre orgoglioso di tre figli, due dei quali sono giovani calciatori che si sono già messi in evidenza, Claudio Corsi è rivissuto nella figura professionale e umana tratteggiata da Gioacchino Belloni, collega nelle aule di giustizia, ma soprattutto amico personale, che ha voluto ricordare quanto “Claudio teneva sempre ben presente cosa volesse dire essere un avvocato e una persona per bene”. Una definizione che ha cristallizzato l’immagine del civilista e che l’avvocatura reatina, senza distinzione, ha condiviso in un abbraccio commosso che non è stato solo quello fisico nella chiesa dove si sono svolti i funerali, ma è vissuto anche nella mente di chi l’ha conosciuto e apprezzato.