E' un lutto che ha colpito in modo trasversale l’intero mondo giudiziario reatino la morte di Carmelo Liggieri, funzionario in pensione, ma ancora ricordato in tribunale per la professionalità che in tanti anni l’aveva caratterizzato quando gli erano state assegnate funzioni importanti e delicate. Un punto di riferimento per tutti, dai magistrati con cui aveva collaborato facendosi apprezzare per l’affidabilità, ai colleghi di lavoro, per gli avvocati - che hanno espresso il loro cordoglio attraverso il presidente dell’Ordine Attilio Ferri,- che per ogni dubbio o richiesta di chiarimento l’avevano trovato sempre disponibile, ma nel rigoroso rispetto di quanto consentivano la legge e i regolamenti. Del resto, un funzionario rappresenta una figura cui fare riferimento soprattutto nei momenti nei quali l’interpretazione sbagliata di una norma può determinare un errore. E la considerazione verso Carmelo Liggieri, esperto in diritto amministrativo, era cresciuta di pari passo con la competenza maturata negli anni di lavoro e che gli aveva consentito di scalare più di un gradino in carriera, a partire dalla Pretura di Rocca Sinibalda, per poi approdare alla Procura circondariale di Rieti dopo la riforma del codice di procedura penale del 1999, fino alla parentesi trascorsa in Corte di Appello a Roma, prima di tornare a Rieti, in tribunale, concludendo il suo percorso da funzionario come direttore della cancelleria penale a fianco dei procuratori della repubblica con i quali ha collaborato durante l’ultimo scorcio di attività. Carmelo Liggieri, tra le figure che hanno animato in passato un tribunale ormai scomparso, marito, padre e nonno felice, solo da pochi mesi aveva scoperto di essere affetto da una malattia contro la quale ha lottato con tenacia, senza però riuscire a sconfiggerla. Lascia un ricordo prezioso in chi ha avuto modo di incontrarlo e di apprezzarlo.