Arriva il Garante dei detenuti di Rieti e dovrà affrontare l'emergenza in carcere

07/07/2026
La casa circondariale a Vazia
La casa circondariale a Vazia
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Via libera da parte del consiglio comunale di Rieti alla nomina del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, che dovrà vigilare sulle condizioni di vita all’interno del carcere circondariale di Rieti. La delibera ha approvato il regolamento, composto da sei articoli, predisposto dalla Commissione consiliare presieduta dall’avvocato Antonio Emili, che pone fine a un’attesa durata tredici anni. Un iter iniziato nel 2013 e conclusosi solo adesso. Di nuovo, rispetto al primo regolamento, ci sono le modifiche apportate in base alle mutate normative nel frattempo intervenute, anche con riferimento all’ampliamento delle funzioni attribuite al Garante, che potrà visitare la struttura senza preavviso, incontrare i detenuti e intervenire segnalando i casi in cui emergono violazioni in ambito penitenziario. Ma, rispetto al 2009, anno di inaugurazione del carcere, la situazione all’interno del Nuovo Complesso di Vazia è radicalmente cambiata. La seconda fase che seguirà all’approvazione del regolamento sarà proprio la scelta del Garante, la cui nomina dovrà essere deliberata dal consiglio comunale. Diverse sono le figure pronte a candidarsi, in possesso dei requisiti richiesti per la selezione, e tra loro sarà scelta una terna da cui estrarre il nominativo da votare.

La denuncia

Proprio il nuovo direttivo, appena eletto, attraverso le parole del presidente Marco Arcangeli ha lanciato l’allarme sulle condizioni carcerarie del Nuovo Complesso.All’interno del carcere persiste una vera e propria emergenza: il tasso di sovraffollamento è pari al 183 per cento e colloca l’istituto al diciannovesimo posto in Italia, su 190 penitenziari. Sono presenti ben 529 reclusi, a fronte di una previsione organica di soli 295 detenuti, in servizio ci sono appena 153 agenti di polizia penitenziaria, contro una previsione organica di 175 operatori (calcolata su una capienza di detenuti di gran lunga inferiore). Tali circostanze, che denunciamo con forza e stigmatizziamo, mettono a serio rischio non solo la sicurezza interna della struttura, ma compromettono in modo drastico la finalità rieducativa della pena delle persone recluse. Speriamo solo che venga presto nominato il Garante dei detenuti, figura ritenuta oggi imprescindibile per la tutela dei diritti fondamentali all’interno del carcere”.

Le reazioni

“Il Garante sarà fondamentale  per fare da ponte tra la comunità cittadina, l'amministrazione comunale e la realtà detentiva, promuovendo percorsi di reinserimento e vigilando sulle condizioni di vita all'interno della struttura nonché garantendo il rispetto dei diritti delle singole persone” afferma Giovanna Palomba, assessore alle Politiche sociali che è stata promotrice, insieme al consigliere comunale di Nome Officina Politica Carlo Ubertini, del percorso sfociato nell’approvazione del regolamento. Antonio Emili, presidente della Commissione consiliare che ha stilato gli articoli, aggiunge anche la sua esperienza di avvocato e, quindi, di conoscitore dello stato che regna all’interno del carcere reatino. “Va detto senza indugi, occorre ridurre la forbice che c’è tra il sovraffollamento e la carenza di organico, sono questi i due problemi principali che riguardano il Nuovo Complesso – sottolinea il consigliere comunale – altrimenti anche il Garante potrà incontrare difficoltà a operare. Tra i suoi compiti, infatti, c’è il monitoraggio delle condizioni dei detenuti e quindi la possibilità di intervenire laddove vengono rilevate delle mancanze, ma quest’azione diventa difficile se la realtà interna è alterata nei numeri. Sarà un compito che spetterà a chi verrà nominato”.