Le ragioni del “Si” per l’approvazione della riforma della giustizia sottoposte all’esame dei cittadini chiamati, il 22 e 23 marzo, a recarsi alle urne per il referendum confermativo dopo la modifica costituzionale varata dal Parlamento. A Rieti, la Camera penale ha organizzato per il giorno 25 febbraio (ore 15,30), presso la sala consiliare “Angelo Cicolani” della Provincia, un incontro aperto al pubblico diretto a informare e approfondire la riforma costituzionale della separazione delle carriere. Interverranno Giorgio Spangher, professore emerito di Diritto processuale penale, già membro del Consiglio Superiore della Magistratura, e Valerio Spigarelli, avvocato penalista, già presidente dell’Unione delle Camere penali italiane.
Lo scopo
L’intento dei promotori è quello di offrire un momento di confronto e conoscenza sulle tematiche oggetto del quesito referendario, nella consapevolezza della necessità di un voto libero e consapevole quale strumento fondamentale di partecipazione democratica e di tutela delle libertà individuali. La Camera Penale di Rieti pertanto invita i cittadini, gli operatori del diritto e tutti coloro che hanno a cuore la qualità della democrazia , a partecipare numerosi. La riforma sottoposta al giudizio dei cittadini, modifica alcuni articoli della Costituzione dando piena attuazione all’art. 111 della Costituzione, approvato nel 1999 a larghissima maggioranza da tutte le forze parlamentari, secondo cui il giusto processo è quello che si svolge davanti a un giudice terzo rispetto alle parti processuali, pubblico ministero e difesa.
La riforma, che continuerà a garantire l’autonomia e l’indipendenza anche del Pubblico ministero, comporterà che il magistrato dovrà scegliere, all’inizio della carriera ed in modo irrevocabile, la funzione di giudice o di pubblico ministero, così ponendo fine al sistema ordinamentale attuale secondo cui le due figure appartengono ad un unico ordine. Inoltre il Consiglio Superiore della Magistratura sarà diviso in due organi distinti: uno per i giudici ed uno per i pubblici ministeri, con l’introduzione del sorteggio per la selezione dei componenti, al posto dell’attuale sistema elettorale fortemente condizionato dalle correnti.