E’ scomparso l’avvocato Mario Vernile, decano del foro reatino in pensione che si era cancellato dall’albo dopo aver ricevuto, nel 2014, la Toga d’oro per i cinquant’anni di professione da parte del Consiglio dell’ordine che quel giorno premiò anche l’avvocata Maria Giuseppina Truini - prima toga femminile iscritta all'Ordine di Rieti, alla quale è stata poi intitolata un'aula del Palazzo di giustizia - e l’avvocato Nedo Petrucci, morto alcuni mesi prima della crimonia e il cui riconoscimento fu ritirato dal nipote avvocato Massimo Petrucci. Il professionista avrebbe compiuto 99 anni il prossimo luglio. Abruzzese di origine, nato a Morino, nell’Aquilano, dopo aver svolto la pratica legale ad Avezzano, Vernile si era trasferito a Rieti dedicandosi prevalentemente a cause civili e di lavoro e alternando l’attività in tribunale a quella di insegnante presso alcuni istituti scolastici, affiancato nella conduzione dello studio legale dalla figlia avvocata Maria Letizia. Mario Vernile fu anche componente del direttivo forense svolgendo la funzione di tesoriere. Iscritto all’albo dal 1964, apprezzato per i modi gentili e per la riservatezza che accompagnava il suo lavoro, l’avvocato fu anche protagonista, tra la fine degli anni 90 e i primi del Duemila, di un processo penale in cui difese, come parte civile, un giovane militare diciannovenne di Rieti che a Forte Boccea era rimasto vittima di un grave episodio di “nonnismo” in caserma, riportando lesioni a un orecchio strappato a morsi da un caporale. Era la stagione in cui si registrarono diversi episodi in caserme di tutta Italia e il caso del militare reatino si guadagnò titoli e spazio nelle cronache nazionali di giornali e televisioni. Le inchieste della procura militare e della procura della Repubblica accertarono che la recluta era stata punita per essersi ribellata a un ordine del caporale che poi lo aggredì. Il graduato, a cui furono inflitti quattro mesi in primo grado con rito abbreviato, si vide confermata la pena fino in Cassazione e fu condannato al risarcimento dei danni in favore del militare assistito dall’avvocato scomparso.